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Sostanze stupefacenti e psicotrope: dalla Cassazione un altro chiarimento sugli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 32/2014

Corte di cassazione, sezione VI penale, 20 marzo 2014, n. 14293 – La sentenza della Corte costituzionale n. 32/2014, nel dichiarare l’illegittimità degli artt. 4-bis e 4-vicies del d.l. 272/2005 (convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della l. 49/2006), ha determinato la reviviscenza della disciplina originaria dell’art. 73, comma 5, del d.P.R. 309/1990, che, in materia di “droghe leggere”, prevedeva un trattamento sanzionatorio (da sei mesi a quattro anni di reclusione, oltre ad una pena pecuniaria) più mite di quello introdotto dalla normativa dichiarata incostituzionale (da uno a cinque anni di reclusione, oltre ad una pena pecuniaria), e che perciò deve prevalere nella disciplina dei fatti commessi e giudicati sotto il vigore di quella normativa. Le sanzioni originariamente contemplate dal predetto decreto prevalgono anche su quelle, più rigorose (da uno a cinque anni di reclusione, oltre ad una pena pecuniaria), introdotte dall’art. 2 del d.l. 146/2013 (convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della l. 10/2014), le quali trovano applicazione ai soli reati commessi dal 24 dicembre 2013. segue..
Da Eius.it

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