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L’AGCOM chiede di tassare le app di chat come Whatsapp e Messenger

Comments L’Italia sara’ il primo paese a tassare Whatsapp, Messenger e le applicazioni di chat gratuite?

L’Italia sara’ il primo paese a tassare Whatsapp, Messenger e le applicazioni di chat gratuite? #WhatsappTax ?

 Comments L’Italia sara’ il primo paese a tassare Whatsapp, Messenger e le applicazioni di chat gratuite?Questa non sarebbe la solita bufala da social ma è davvero l’incredibile proposta del Garante per le Comunicazioni (Agcom). Lo scopo? “Compensare” gli operatori che comprano e rivendono i numeri di telefono e costruiscono infrastrutture per vendere traffico voce e dati. Direttamente con prelievo dal credito telefonico.

La brillante idea e’ proposta – in qualità di relatore – dall’ex-vicesegretario regionale dei giovani DC veneti Antonio Preto, dal 2012 commissario dell’Autority per le garanzie nelle Comunicazioni.

Il Garante per le Comunicazioni avrebbe quindi rilevato che tutte le applicazioni di messaggistica gratuite, come Whatsapp o Facebook Messenger, viaggiano sulle reti internet costruite dalle società di telecomunicazioni, utilizzando anche i numeri di telefono assegnati ai clienti dalle stesse, il tutto senza pagare ulteriori costi per tale transito, e questo – secondo lui – renderebbe legittimo un ulteriore prelievo dal credito dell’utente.

Il Garante conclude affermando che tali servizi dovrebbero inoltre fornire un call-center italiano per dare modo alle persone di ricevere assistenza in caso di problemi (proprio come dovrebbero fare gli efficienti call center robot dei nostri operatori TLC a pagamento), e che debbano rendere possibile la chiamata gratuita ai numeri di emergenza.

AgCom scrive che le applicazioni (Telegram, Messenger, Viber, la stessa Whatsapp) dovrebbero pagare un canone

Questa operazione – in breve – porterebbe l’Italia a essere l’unico paese al mondo nel quale il cittadino – regolare cliente di operatore TLC al quale ha pagato e paga costantemente canoni e servizi per un numero telefonico – e’ obbligato a pagare ulteriori importi per i servizi fruiti via internet. L’alternativa sarebbe venire isolati dai produttori di app che non hanno voglia di scendere a patti con l’esosita’ record dello stato Italiano. Con tante grazie al Governo Renzi da parte delle “lobbies” delle compagnie telefoniche.

Ma la vera domanda e’: la nostra Autority per le garanzie nelle Comunicazioni, chi garantisce? E chi garantisce i cittadini dall’Authority?

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) è un’autorità italiana di regolazione e garanzia, con sede principale a Napoli e sede secondaria operativa a Roma, istituita con la legge Maccanico, alla quale è affidato il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare il pluralismo e le libertà fondamentali dei cittadini nel settore delle telecomunicazioni, dell’editoria, dei mezzi di comunicazione di massa e delle poste. (Wiki)

Leggi altro su:

http://www.repubblica.it/economia/2016/06/28/news/agcom_whatsapp_e_le_app_di_messaggistica_paghino_l_uso_della_rete_telefonica_-142965748/

http://www.studiocataldi.it/articoli/22592-whatsapp-si-paghera-col-credito-telefonico.asp

http://www.secoloditalia.it/2016/06/cosi-renzi-ex-burocrate-ue-vogliono-farci-pagare-whatsapp/

(@drc)

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